Hai perso il lavoro e vuoi capire se puoi richiedere la NASpI? La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione che l’INPS riconosce, in presenza dei requisiti previsti, ai lavoratori subordinati che hanno perso il proprio posto di lavoro per cause non dipendenti dalla loro volontà.
La prestazione non arriva automaticamente: bisogna presentare una domanda all’INPS entro i termini stabiliti. Anche importo e durata non sono uguali per tutti. Dipendono, infatti, dalla retribuzione e dai contributi maturati. E c’è un altro aspetto da considerare: il motivo per cui è terminato il rapporto di lavoro può fare la differenza. Un licenziamento, la scadenza di un contratto, le dimissioni volontarie o quelle per giusta causa non producono necessariamente lo stesso effetto.
NASpI in breve
Che cos’è: un’indennità mensile di disoccupazione
A chi spetta: in genere ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il lavoro
Contributi richiesti: almeno 13 settimane nel periodo previsto
Domanda: deve essere presentata all’INPS
Termine ordinario: 68 giorni dalla cessazione del rapporto
Durata massima ordinaria: fino a 24 mesi
Importo: dipende dalla retribuzione imponibile previdenziale
Che cos’è la NASpI
NASpI è l’acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.
È una prestazione previdenziale pensata per offrire un sostegno economico a chi rimane senza lavoro. Viene pagata ogni mese dall’INPS e può essere richiesta dai lavoratori che hanno perso involontariamente l’occupazione e rispettano i requisiti previsti.
Non è quindi un bonus che viene riconosciuto a chiunque si trovi senza lavoro. Il diritto alla NASpI è legato alla situazione lavorativa e contributiva della persona.
Per riceverla bisogna presentare una domanda all’INPS. La richiesta può essere effettuata attraverso i servizi online dell’Istituto (NASpI – indennità mensile di disoccupazione) oppure con l’aiuto di un patronato.
Come funziona la NASpI
Il funzionamento è piuttosto semplice:
- termina il rapporto di lavoro;
- si verifica se la cessazione permette di accedere alla NASpI;
- si controllano i requisiti;
- si presenta la domanda all’INPS;
- l’INPS esamina la richiesta;
- in caso di accoglimento, l’indennità viene pagata ogni mese.
La situazione può poi cambiare se il lavoratore trova un nuovo impiego o inizia un’attività autonoma. In base al tipo di lavoro e al reddito, la NASpI può essere sospesa, ridotta oppure cessare.
Da quando decorre la NASpI
La data di presentazione della domanda è importante anche per capire da quando parte la NASpI.
In via generale, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno dalla cessazione del rapporto, la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione. Se invece viene presentata dopo l’ottavo giorno, decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda.
Ci sono comunque situazioni particolari, ad esempio legate a malattia, maternità, preavviso o licenziamento per giusta causa, che possono seguire regole specifiche.
Un esempio: se il rapporto di lavoro termina il 30 settembre e la domanda viene presentata entro l’8 ottobre, la NASpI decorre, in via ordinaria, dall’8 ottobre. Se la domanda viene presentata il 15 ottobre, la decorrenza sarà invece dal 16 ottobre.
Per questo è meglio non aspettare: presentare la domanda nei tempi previsti permette di evitare la perdita di giornate di prestazione.
A chi spetta la NASpI
La NASpI è destinata, in linea generale, ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente l’occupazione.
Non conta soltanto il fatto di essere rimasti senza lavoro. Bisogna verificare anche il tipo di rapporto, il motivo della cessazione e la propria situazione contributiva.
Lavoratori che possono richiederla
Possono rientrare tra i beneficiari, se rispettano tutti gli altri requisiti:
- lavoratori dipendenti del settore privato;
- apprendisti;
- soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
- personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
- dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione;
- lavoratori con contratto a tempo determinato o indeterminato.
La situazione va comunque valutata caso per caso.
Lavoratori esclusi
In generale, non rientrano nella NASpI:
- i dipendenti pubblici a tempo indeterminato;
- gli operai agricoli;
- i lavoratori autonomi;
- i collaboratori iscritti alla Gestione Separata.
Per alcune di queste categorie possono esistere altre forme di sostegno al reddito. Prima di presentare una domanda è quindi utile verificare quale prestazione sia prevista per la propria situazione.
NASpI: requisiti necessari
Per ottenere la NASpI bisogna rispettare contemporaneamente i requisiti previsti dalla normativa.
I due aspetti principali da verificare sono il motivo della cessazione del rapporto e i contributi maturati.
Stato di disoccupazione involontaria
La NASpI può essere riconosciuta quando il rapporto di lavoro termina, ad esempio, per:
- licenziamento;
- scadenza di un contratto a termine;
- mancato rinnovo;
- dimissioni per giusta causa;
- alcune ipotesi di risoluzione consensuale;
- dimissioni presentate durante periodi tutelati dalla legge.
La situazione è diversa nel caso delle dimissioni volontarie ordinarie: in genere, chi decide autonomamente di lasciare il lavoro non ha diritto alla NASpI.
È quindi fondamentale capire come è terminato il rapporto prima di fare domanda.
Requisito contributivo
L’altro requisito riguarda i contributi.
Per accedere alla NASpI sono necessarie almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.
Nel calcolo possono essere considerati, nei casi previsti, contributi obbligatori e alcuni periodi di contribuzione figurativa. Possono inoltre rilevare particolari periodi, come quelli legati alla maternità o alcune esperienze lavorative all’estero, quando riconosciuti secondo le regole applicabili.
La verifica definitiva deve essere fatta sulla propria posizione contributiva e sulla documentazione INPS aggiornata.
NASpI dopo licenziamento
Se perdi il lavoro perché sei stato licenziato, la cessazione è normalmente considerata involontaria. Questo significa che puoi avere diritto alla NASpI, se possiedi anche gli altri requisiti.
Non è necessario, quindi, che il licenziamento sia dovuto a una riduzione del personale: anche un licenziamento disciplinare può, in determinate condizioni, permettere di accedere alla prestazione.
NASpI dopo licenziamento per giusta causa
Anche il licenziamento per giusta causa può dare diritto alla NASpI.
Il punto centrale resta sempre lo stesso: devono essere presenti tutti i requisiti richiesti per la prestazione.
Per il tema del licenziamento è possibile approfondire anche la nostra guida Licenziamento per giusta causa: guida per imprenditori e datori di lavoro.
NASpI dopo dimissioni
Qui bisogna fare attenzione.
Se sei tu a lasciare volontariamente il lavoro, la NASpI in genere non spetta. Esistono però alcune eccezioni previste dalla legge.
Dimissioni per giusta causa
Una delle principali riguarda le dimissioni per giusta causa.
Si parla di giusta causa quando il comportamento del datore di lavoro è così grave da non permettere al lavoratore di continuare il rapporto.
Tra gli esempi possono rientrare:
- mancato pagamento dello stipendio;
- molestie;
- mobbing;
- grave demansionamento;
- trasferimento illegittimo;
- altre violazioni gravi degli obblighi del datore di lavoro.
Non basta, però, dichiarare di essersi dimessi per giusta causa. La situazione deve essere supportata da elementi che permettano di ricostruire quanto accaduto.
Per questo è importante conservare buste paga, comunicazioni, contestazioni, messaggi e ogni altra documentazione utile.
Dimissioni durante il periodo tutelato
Un’altra situazione particolare riguarda le dimissioni presentate durante determinati periodi tutelati, ad esempio in relazione a maternità o paternità.
In questi casi possono applicarsi regole specifiche e il diritto alla NASpI deve essere verificato sulla base della situazione concreta.
Risoluzione consensuale
Anche la risoluzione consensuale merita attenzione.
Il semplice fatto che lavoratore e datore di lavoro decidano insieme di interrompere il rapporto non significa automaticamente avere diritto alla NASpI.
Esistono alcune procedure e situazioni previste dalla legge che possono consentire l’accesso alla prestazione. Per questo è importante verificare come e dove è stata formalizzata la cessazione.
Per approfondire tutte le possibilità legate alla cessazione del rapporto puoi consultare anche la nostra Guida completa alle dimissioni.
Quanto dura la NASpI
La durata della NASpI dipende dai contributi maturati.
In linea generale, l’indennità viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni, tenendo conto delle regole previste per i periodi contributivi già utilizzati per precedenti prestazioni di disoccupazione.
La durata massima ordinaria può arrivare a 24 mesi.
Esempi di durata
|
Settimane contributive utili |
Durata indicativa NASpI |
| 52 settimane | 26 settimane |
| 104 settimane | 52 settimane |
| 156 settimane | 78 settimane |
| 208 settimane | 104 settimane |
Sono esempi utili per capire il meccanismo. Il calcolo effettivo viene effettuato dall’INPS sulla base della posizione contributiva del lavoratore.
Calcolo NASpI: come si determina l’importo
Quanto si prende di NASpI?
La prima cosa da chiarire è che l’importo non viene calcolato sullo stipendio netto. Il riferimento è la retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
In pratica, l’INPS considera la retribuzione del periodo previsto dalla normativa, calcola la retribuzione media mensile e applica le percentuali e le soglie stabilite annualmente.
Come si calcola l’importo mensile
Il procedimento può essere riassunto così:
- si considerano le retribuzioni imponibili previdenziali del periodo di riferimento;
- si calcola la retribuzione media mensile;
- si applicano le percentuali previste;
- si verifica il massimale annuale.
Per il 2026, la retribuzione di riferimento è pari a 1.456,72 euro, mentre l’importo massimo mensile della NASpI è pari a 1.584,70 euro.
Se la retribuzione media mensile è inferiore o uguale alla soglia di riferimento, l’indennità corrisponde al 75% della retribuzione media.
Se invece la retribuzione supera la soglia, al 75% della soglia viene aggiunto il 25% della parte eccedente, nel rispetto del massimale previsto.
Valori NASpI 2026
Retribuzione di riferimento: € 1.456,72
Importo massimo mensile: € 1.584,70
Fonte: INPS, valori aggiornati per il 2026.
Esempio di calcolo NASpI
Facciamo un esempio semplice.
Immaginiamo una retribuzione media mensile imponibile di 1.200 euro.
Essendo inferiore alla soglia prevista per il 2026, si applica il 75%:
1.200 × 75% = 900 euro
L’importo di 900 euro è un esempio orientativo. La somma effettivamente riconosciuta dall’INPS dipende dal calcolo effettuato sulla posizione del singolo lavoratore.
Per capire meglio la differenza tra lordo, netto e imponibile previdenziale, può essere utile leggere anche le nostre guide Come leggere una busta paga e Calcolo dello stipendio netto da lordo o RAL.
Riduzione progressiva della NASpI
L’importo della NASpI non resta necessariamente uguale per tutta la durata della prestazione.
Per gli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2022, l’indennità viene ridotta del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione.
Per chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda, la riduzione parte invece dal primo giorno dell’ottavo mese.
Come richiedere la NASpI
La NASpI non viene riconosciuta automaticamente.
Dopo la cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore deve presentare una domanda all’INPS attraverso i canali previsti.
Entro quando presentare la domanda
Il termine ordinario è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Aspettare gli ultimi giorni non conviene: oltre al rischio di dimenticare la scadenza, una presentazione tardiva può incidere sulla decorrenza della prestazione.
Per alcune situazioni particolari il termine e la decorrenza possono seguire regole specifiche.
Dove presentare la domanda
La domanda può essere presentata:
- direttamente attraverso il portale INPS;
- tramite un patronato;
- attraverso il Contact Center Multicanale.
Per la procedura online è necessario utilizzare le modalità di autenticazione previste dall’INPS.
Documenti e dati necessari
Prima di iniziare la procedura è utile avere a portata di mano:
- documento di identità;
- codice fiscale;
- IBAN;
- dati dell’ultimo rapporto di lavoro;
- data e motivo della cessazione;
- eventuale lettera di licenziamento;
- documentazione relativa alle dimissioni per giusta causa, se presenti;
- informazioni su eventuali altre attività lavorative o redditi.
Non tutte le persone avranno bisogno degli stessi documenti. La documentazione richiesta può cambiare in base alla situazione.
NASpI e nuovo lavoro
Trovare un nuovo lavoro mentre si riceve la NASpI non significa necessariamente perdere subito la prestazione.
Tutto dipende dalle caratteristiche della nuova attività.
Un nuovo rapporto di lavoro può infatti comportare sospensione, riduzione o decadenza dalla NASpI, in base alla durata del contratto, al reddito previsto e alla tipologia di attività.
Nuovo lavoro subordinato
Se inizi un nuovo lavoro dipendente, gli effetti sulla NASpI dipendono soprattutto da:
- durata del nuovo contratto;
- reddito previsto;
- tipologia del rapporto;
- condizioni stabilite dalla normativa.
In alcune situazioni la prestazione viene sospesa e può riprendere successivamente. In altre può essere ridotta oppure può cessare.
Quando richiesto, il lavoratore deve comunicare all’INPS l’inizio della nuova attività e le informazioni relative al reddito.
Lavoro autonomo o partita IVA
Anche iniziare un’attività autonoma può avere conseguenze sulla NASpI.
In presenza delle condizioni previste, il lavoratore può mantenere una parte dell’indennità, ma deve comunicare all’INPS il reddito presunto attraverso le modalità previste, tra cui la NASpI-Com.
La comunicazione tempestiva è fondamentale: non farlo può portare alla riduzione o alla decadenza dalla prestazione nei casi previsti.
Quando la NASpI viene sospesa o si perde
Non tutte le situazioni hanno lo stesso effetto.
| Evento | Effetto possibile |
| Nuovo lavoro di breve durata | Sospensione |
| Reddito da lavoro compatibile | Riduzione |
| Mancata comunicazione | Riduzione o decadenza |
| Pensionamento | Decadenza |
| Perdita dello stato di disoccupazione | Decadenza |
| Mancata partecipazione agli obblighi di politica attiva | Sanzione o decadenza nei casi previsti |
La differenza è importante.
Con la sospensione, la NASpI si ferma temporaneamente e può riprendere quando vengono meno le condizioni che hanno determinato la sospensione.
Con la riduzione, invece, il pagamento continua ma l’importo viene abbassato.
La decadenza è diversa ancora: il diritto alla prestazione termina.
NASpI e ricerca di un nuovo lavoro
La NASpI può offrire un sostegno economico mentre cerchi una nuova occupazione. Questo periodo può essere utile anche per riorganizzare la ricerca e prepararti al meglio alle prossime opportunità.
Puoi approfittarne per:
- aggiornare il curriculum: nella guida Scrivere il CV in modo impeccabile trovi alcuni consigli per valorizzare esperienze e competenze;
- migliorare il profilo LinkedIn, seguendo i suggerimenti di Come avere un profilo LinkedIn efficace;
- organizzare la ricerca di lavoro e definire un obiettivo professionale, partendo da Cercare lavoro: da dove iniziare e come organizzarsi;
- valutare percorsi formativi e iniziative di politica attiva, come quelle previste dal Programma nazionale GOL e politiche attive;
- prepararti al colloquio: nella guida Cinque cose da fare prima di un colloquio di lavoro trovi alcuni suggerimenti pratici;
- rivolgerti a un’agenzia per il lavoro;
- consultare offerte coerenti con il tuo profilo e con gli obiettivi che ti sei dato.
La ricerca può diventare più efficace se, invece di inviare lo stesso CV a tutte le aziende, parti dalle competenze che puoi realmente mettere a disposizione e dalle posizioni che vuoi raggiungere.
Anche un’agenzia per il lavoro può aiutarti a individuare opportunità in linea con la tua esperienza e a entrare in contatto con aziende che stanno cercando personale.
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